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L'architettura minore in gesso

L'impiego del gesso come materiale da costruzione (e non solo come intonaco o stucco per le finiture interne) è tipica dell'altopiano gessoso-solfifero della Sicilia centro-meridionale, e questa continuità sostanziale fra la natura del suolo e l'opera, dà luogo a una delle più compiute affermazioni fra le architetture regionali, coniugando l'economia della materia prima auto prodotta con l'appropriata soluzione alle esigenze abitative di questo areale climatico.

La plasticità e la versatilità del materiale consentiva poi grande varietà ed armoniosità di forme, a partire dalle volte, (a botte, spesso lunettata, a crociera, a padiglione); gli archi, a sesto pieno o acuto, contrastati talora da massicci speroni esterni (cardapuna); le scale, in forme anche ardite per spessori ed auto portanza all'esterno, e molto diffuse e caratterizzanti quelle esterne (astricu); gli arredamenti fissi delle case: le mensole, lineari od angolari (sullacche), i sedili, usati come letti (tucchieni), le rastrelliere per gli orci dell'acqua (quartararu), le cucine a legno (tannura) e via dicendo.

I tetti avevano orditura semplice di travi parallele di legno grossolanamente asciato (pioppo, pino, olmo, olivo) e piano di appoggio delle tegole realizzato con canne, annodate con steli di piante acquatiche e coperti da sottile strato di gesso, il che assicurava una buona coibenza termica.

La copertura era a doppio strato di coppi di terracotta (canala) di fabbricazione locale (fornaci del ciaramitaru). Per gli infissi veniva usato il cipresso o il pino, coperto alla base delle porte di lamiera (allannatura) chiodata a rombi.

La dimensione di porte e finestre era in ogni caso piccola, per esigenze di economia, di difesa e di equilibrio termico, dando luogo ad una configurazione architettonica fortificata.

A tale proposito va notata la presenza, accanto alle porte di accesso, da entrambi i lati, di feritoie strombate che consentivano di sparare sugli assalitori.

Le pavimentazioni al piano terreno erano di selciato (agghiancata) con basole di calcare e ciottoli di fiume, o anche di semplice gesso o terra battuta. Le scale interne ed il vano (o i vani) al piano superiore erano pavimentati in terracotta locale (madùna) quadra di piccole dimensioni (ca 14 x 14 cm.).

Ve ne sono ancora centinaia disseminate, a caratterizzare con la loro dolce o cupa presenza il paesaggio rurale, ma tutte in abbandono per la moda del frainteso progresso di scimmiottare il monotono modello del villino suburbano padano o nord-americano.

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