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Pietraperzia ai tempi della preistoria

La bassa latitudine della Sicilia, la presenza della flora autoctona di diverse specie di grano e ed orzo selvatico, la testimonianza archeologica, consentono di credere che la civiltà neolitica, cioè la cultura stanziale legata all'allevamento ed all'agricoltura, si sia manifestata qui fin dai primi millenni dopo il termine del periodo glaciale (11000 – 9000 a.C.).

Il territorio di Pietraperzia, particolarmente fertile ed in passato ricco di acqua come attestano i corsi d'acqua che lo cingono quasi per l'intero perimetro (Fiumi Imera e Braemi, torrenti Aiuolo, Torcicoda, Carusa), testimonia un fittissimo insediamento umano nell'età del bronzo (XXII - XIV sec a.C.) e sono circa 50 le stazioni indiziate, anche se nessuna, sino ad oggi, è stata scientificamente esplorata, ed in tante l'ascendenza si estende all'età del rame (V - IV millennio a.C.) e sono citati ritrovamenti sporadici dell'età mesolitica e neolitica.

Se tutto ciò si prestasse a importanti studi sul megalitismo (grande pietra o gruppo di pietre usati per costruire strutture o monumenti senza l'utilizzo di leganti come calce o cemento) in Sicilia, sulla ancora leggendaria popolazione dei Sicani che si definiva autoctona, sulle interferenze culturali con la civiltà egea e le successive invasioni dei Siculi, dei Fenici e dei Greci a cavallo del primo millennio, ugualmente può destare interesse nel viaggiatore, per la grandiosità dei paesaggi ancora poco modificati, per le testimonianze visibili di opere di difesa e di culto, di necropoli cavate nella roccia, che meritano l'impegno di una visita.

Monte Grande

Si eleva per 280 metri a strapiombo sul fiume Imera che, intorno ad esso, forma un'ansa di 90° e poco prima, una contro ansa a ferro di cavallo che è forse un arretramento dovuto ad opere di un antico porto fluviale; sulla parete striata da stratificazioni corrugate di calcare, si aprono gli accessi di cavità carsiche. Sul pianoro superiore un insediamento preistorico dei più antichi, di cui è riconoscibile il percorso di arroccamento, una bella conca pluviometrica, piccole tombe in parete, una cuspide riversa e spezzata in tre parti che precede l'ingresso ad una valletta riparata da tutti i venti il cui microclima favorevole fa prosperare la felce e la frutta.

Tornabè - Fastuchera

In vista di Monte Grande, ma a distanza rispetto al fiume, Tornabè - Fastuchera gode di una simile posizione dominante che controlla, a sud e a nord per diversi chilometri, il corso del fiume e le vallate adiacenti. L'insediamento era molto vasto e le opere di difesa si estendono per lungo tratto fino al Monte Cane. Il toponimo attuale "cudaru di crastu" rinvia alla città sicana di Crasto, riferita nell'opera del siracusano Filisto, ed anche le circostanze della sua distruzione, nel IV secolo a.C., sono concordanti con la ceramica che vi affiora. Immediatamente a valle, la fontana dell'Anagargia, può ricordare le processioni novenarie in onore di Venere chiamate "anagogie".

Ben visibile, oltre il "phrourion" (castello) con tre stili - cisterna ricavata nella roccia, è un modello di costruzione in piccola scala intagliato in un masso, che si suppone prefigurasse un'opera da realizzare, così da costruire uno dei più antichi esempi di progettazione architettonica, confermando a quelle popolazioni indigene un livello di cultura superiore a quanto la storiografia greca ci abbia tramandato.

Cirumeddi

E' un monumento di pietra ancora misterioso che ha creato schieramenti di detrattori e fautori, in testa ai quali vi è Thor Heyerland, etnologo-navigatore norvegese, che trova affinità con le costruzioni piramidali babilonesi e con quel popolo di adoratori del sole la cui cultura si diffondeva attraverso il Mediterraneo ed oltre gli oceani.

E di fatto, i due sacelli - capanna, di mirabile costruzione pelasgica che si stagliano in cima ad un basamento terrazzato a gradoni su cui si sale per quattro ripide scale intagliate da parti opposte, uno quadrato ed uno circolare, e di cui uno si appoggia ad una cuspide (astronomica?) e l'altro ad un trono a due posti, richiamano i riti della jerogamia, fertilizzante tra il cielo e la terra.

Delle ziggurat, Cirumbelli non ha la regolarità geometrica della pianta poiché segue la natura dell'affioramento roccioso a cui si appoggia, ma è questo un elemento di originalità che aggiunge a questo "Omphalos" maggiore interesse: si direbbe una proto-architettura.

Piramide Sicana di Pietraperzia (EN)

Piramide Sicana di Pietraperzia (EN)

Rocche - Aratato

Di fronte all'abitato attuale di Pietraperzia, Rocche - Aratato, fino al 1800 conservava il toponimo di Rocche di Solonia che Cluverio, nel 1500, indicava come luogo della città di Caulonia, fondata dagli esuli di una omonima comunità calabra, deportati in Sicilia da Dionisio, il vecchio di Siracusa, nel corso della sua campagna in Magna Grecia (391 a.C.).

L'ascendenza dell'insediamento è anche anteriore (prima fase del bronzo ed attardamenti neolitici) con fasi intermedie d'abbandono.

Si contano 109 tombe, a forno e a camera, di tipo castellucciano anche con dromoi e di un'evoluzione del tipo di Thapsos, con grandi camere in parete fuori terra e tetto intagliato a capanna, ma a fornice retto, queste ultime frequenti nella zona Aratato.

Al centro dell'area due grandi grotte con funzione insediativa sono sovrastate da un'acropoli munita.

Si può percorrere in circa due ore.

Balate - Rancitito - Donna Ricca

Il seggio rituale a più posti già incontrato a Cirumbelli, e presente anche anche a Favolisi e a Tornabè - Fastuchera, è presente a Balate nella sua più compiuta espressione. I due scanni laterali, sovente a sbozzo sommario su un solo lato, sono qui simmetrici e separati da corposi braccioli di mirabile plasticità.

Il seggio, rivolto a sud, fronteggia una pianura ed è ricavato in un banco roccioso che comprende la fondazione di una grande capanna circolare, mentre il villaggio si sviluppava ad est, lungo un rivolo ora asciutto, ed una necropoli vastissima occupa poco a nord l'acrocoro di Rancitito.

Altri insediamenti preistorici

Cozzo delle graste, Marano, Favolisi, Arcieri, Zubia, Canneto, Vigna d'Ascari, Petrificili, Marcato del Re, Scarcedda, Mandraforte, Scalazza, Sbenta, Serra di Mezzo, Monte Cane, Caprarotta, Cialandria, Parcazzo, Donna Ricca, Donna Candida, Castello, Saraceno, Azalora, Camercia, Ranfallo, Marcato Bianco, Portella di Matteo, Pileri, Casazze, Fiumara, Menta – Rastello, Pirito, Cozzo della Valle, Santa Lucia – Don Cola.

Altri insediamenti archeologici storici

  • Cava, Regaldesi, Rancitito, Casazze.
  • Vigna d'Ascari, S. Giovanni Petra di l'umu.
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