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La rinascita di Gela, culla del turismo archeologico mondiale

Dal 27 al 29 maggio 2009 studiosi internazionali presenti alla riapertura dell’emporio greco e di Capo soprano. L’assessore Antinoro: “Nuova stagione grazie al recupero del ricco patrimonio secolare”

«Gela è una terra ricca di storia e cultura e rappresenta un luogo pieno di “sorprese”. Capo Soprano e l’emporio greco - riportato agli antichi splendori con i Fondi Por 2000/2006 - rappresentano soltanto gli ultimi gioielli che Gela mostra al mondo». Con queste parole Antonello Antinoro, assessore regionale ai Beni culturali e ambientali, riconosce l’importanza delle opere realizzate dalla Soprintendenza di Caltanissetta, diretta da Rosalba Panvini, per valorizzare il patrimonio storico e culturale, custodito per anni nel territorio gelese. Patrimonio che va riportato alla luce e condiviso con il mondo.

La restituzione alla pubblica fruizione dei siti dell’emporio greco di Bosco Littorio e di Capo Soprano oggi riconferma Gela, culla culturale del Mediterraneo: a testimonianza del percorso d’innovazione, studiosi ed esperti di fama mondiale si incontreranno dal 27 al 29 maggio in occasione del convegno “Traffici, commerci e vie di distribuzione nel Mediterraneo tra protostoria e V secolo a.C”. Le importanti giornate di studio si svolgeranno presso l’Aula magna dell’Istituto magistrale “Dante Alighieri”, patrocinate dalla Regione Sicilia, dalla Provincia Regionale di Caltanissetta, presieduta da Pino Federico, in collaborazione con la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Catania e con il Corsorzio Asi di Gela.

“Si aggiunge un altro importante tassello – continua Antinoro – nell’ottica della promozione dell’immenso patrimonio culturale e storico che la Sicilia, e soprattutto questa parte dell’Isola, possiede non solo nei fondali ma anche sulla terraferma”. Infatti, dopo aver riportato alla luce il relitto di una nave greco-arcaica, custodita per 2.500 anni nei fondali di Gela, mercoledì 27 e venerdì 29 verranno presentate le opere di valorizzazione sui siti dell’emporio greco, e di Capo Soprano, con contestuale trasferimento in loco.

Nell’emporio greco sono presenti strutture arcaiche in mattoni crudi risalenti alla fine del VI sec. a.C., in eccezionale stato di conservazione e riferibili ad un impianto di tipo commerciale, con funzione di raccolta e vendita delle merci. «Si tratta di ambienti a pianta rettangolare ad alzato di mattoni crudi probabilmente organizzati in isolati, che abbiamo valorizzato grazie a un’imponente opera di copertura - spiega la soprintendente Rosalba Panvini - i reperti più antichi lasciano pensare che l'impianto rimase attivo fino agli inizi del secolo successivo: all'interno degli ambienti è evidente una fase di distruzione, a testimonianza di un evento violento. La presenza di contenitori da trasporto di tipo chiota, samio e greco-occidentale confermano la destinazione commerciale del complesso da cui provengono anche le tre are fittili con la raffigurazione di scene mitologiche a rilievo, databili agli inizi del VI sec. a. C., oggi esposte nel Museo Archeologico Regionale di Gela».

Capo Soprano - Gela - Caltanissetta

Capo Soprano - Gela - Caltanissetta

Le mura greche, rinvenute in contrada Scavone nella zona di Capo Soprano, invece, possono essere considerate uno dei reperti più straordinari e meglio conservati dell’architettura militare antica: dune di sabbia mobili, create dal vento, hanno infatti custodito in maniera eccellente un tratto delle fortificazioni timoleontee, databili intorno al IV sec. a.C., di circa 300 metri di lunghezza, 3 di spessore e fino ad 8 di altezza. La loro importanza storica è dovuta al notevole sviluppo pianimetrico, alla raffinata tecnica costruttiva e alla presenza di un sopralzo di mattoni crudi. Le fortificazioni rappresentano l'estremità occidentale di una linea difensiva che, in origine, girava intorno a tutta la collina di Gela, e all’interno della quale vi erano quartieri civili.

«Dopo sei mesi di lavoro – precisa Rosalba Panvini - la Soprintendenza ha eliminato la copertura provvisoria, incompatibile con la fruizione del sito da parte di studiosi e visitatori, realizzandone una definitiva, consistente in una tensostruttura aperta su tutti i lati il cui manto è formato da una membrana ultraleggera ma resistente e dello stesso colore del terreno sabbioso. Tale copertura soddisfa le esigenze di massima protezione dagli agenti atmosferici e riduce al minimo l’impatto ambientale impiegando nuove tecnologie e materiali, svelando all’attento osservatore il suo sostanziale carattere di architettura del paesaggio, anche per la sua espressività luminosa, variabile a tutte le ore del giorno e della notte».

A conferma della “nuova stagione gelese” le zone limitrofe ai due siti ospiteranno diversi eventi culturali estivi, un’ulteriore prova che «Gela è pronta per diventare il cuore del turismo archeologico internazionale – conclude Panvini – per scommettere sul futuro ripartendo dal nostro passato».

DETTAGLI

Convegno “Traffici, commerci e vie di distribuzione nel Mediterraneo tra protostoria e V secolo a.C.”, dal 27 al 29 maggio presso l’Aula Magna dell’Istituto magistrale “Dante Alighieri” di viale Europa, (mattina dalle ore 9 e pomeriggio a partire dalle 16).

TRASFERIMENTI:

  • Mercoledì 27 maggio, ore 11.50, visita dell’emporio greco, in località Bosco Littorio
  • Venerdì 29 maggio, ore 11.30, visita del sito di Capo Soprano

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