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Aidone - Re Morges: l'acropoli siculo-greca di Aidone

I resti dell'antica città siculo-greca si trovano ad Aidone sui monti Erei. I ritrovamenti, risalenti dalla metà del V secolo fino alla fine del I secolo a.C., periodo di massimo splendore dell'insediamento, possono essere ammirati dall'agorà al teatro.

Vicino a Piazza Armerina, dove è possibile ammirare la meravigliosa Villa Romana del Casale, sorge Morgantina, uno dei siti archeologici più belli della Sicilia.

Il territorio di Morgantina ricade nel Comune di Aidone, in provincia di Enna, un piccolo paese che conta poco più di 5000 abitanti in cui si parla ancora oggi il gallo-italico, un dialetto che ha origini normanne.

Raggiungere il sito archeologico è semplice ed è sufficiente seguire le indicazioni che si trovano dall'uscita autostradale in direzione Enna.

Sito archeologico a Morgantina (ENNA) ~ Teatro Santuario

Sito archeologico a Morgantina (EN) ~ Teatro Santuario

Il paesaggio boschivo, costellato da alberi ad alto fusto, da pini ed eucalipti e da una fitta vegetazione sottoboschiva che rende l'aria fresca anche nelle giornate più calde ed afose, è uno spettacolo mozzafiato.

Già dalla strada che porta all'ingresso, si possono percepire le bellezze di quest'area, che comprende insediamenti dell'Età del Bronzo, ma anche evidenti resti della colonizzazione greca, arcaica ed ellenistica.

Morgantina, grazie agli scavi datati a partire dalla metà del V secolo a.C. e portati parzialmente alla luce nel 1955 dagli archeologi dell'Università di Princeton, ha restituito importantissimi reperti tra cui la Venere, oggi custodita al Paul Getty Museum in California.

Risalgono alla fine del I secolo a.C. anche alcuni reperti provenienti dalla Grecia ed alcuni manufatti di produzione locale attribuiti ai Siculi.

Gli archeologici evidenziano che la città di Morgantina (estesa per oltre venti ettari e circondata da mura di cinta frastagliate) esistette per oltre un millennio, dalla preistoria fino all'epoca romana. Le numerose fonti letterarie da cui si evince l'importanza di questa città, stesa su una pianura circondata da dodici colline, passaggio obbligato del commercio tra la costa orientale e l'entroterra siciliano, provano queste teorie. A riprova di ciò, Morgantina fu l'unica città dell'entroterra ad emettere una moneta tetradramma durante il periodo di Agatocle (317-289 a.C.).

Entrando nel sito archeologico di Morgantina, il cui nome proverrebbe da re Morges che fondò l'omonima città nel IX secolo a.C., e seguendo la strada di ciottoli che costituiva l'asse viario principale, si può ammirare l'agorà, centro dell'acropoli.

L'agorà, ossia quella che doveva essere la piazza principale, è disposta su due livelli collegati da una grande gradinata a forma di trapezio utilizzata per le riunioni pubbliche. La parte alta era delimitata da portici su tre lati ed era riservata a fini commerciali e pubblici, quella inferiore era riservata ai riti sacri. Sulla parte superiore si possono ancora notare i resti degli edifici che costituivano il centro politico e amministrativo di Morgantina. I resti del lungo portico furono identificati come il gymnasium, luogo in cui si svolgevano le attività sportive. Al centro della piazza è ancora visibile l'area a pianta quadrata del macellum, uno dei più antichi, risalente al II secolo a.C. (la zona commerciale della città).

Nella parte inferiore dell'agorà sorge il Santuario di Demetra e Kore, divinità protettrici della città, costituito da due settori: quello settentrionale, che era destinato alla sosta dei fedeli e alla produzione di oggetti votivi, preceduto da una vasca per le purificazioni, e quello meridionale, destinato al culto, che si articola intorno ad un altare a forma di cilindo. A fianco, circondato da un muretto, vi è ancora la fossa sacra, utilizzata per le offerte alle divinità dell'aldilà.

Santuario di Demetra e Kore dell'Agorà

Santuario di Demetra e Kore dell'Agorà

Dietro il Santuario, sul lato Ovest dell'agorà inferiore, si apre il maestoso teatro. Appoggiato alle pendici della collina, il teatro di Morgantina è praticamente intatto. La sua forma originaria intorno al IV secolo a.C. doveva essere trapezioidale, ma nel III secolo a.C. fu riconosciuto con cavea a ferro di cavallo, suddivisa in sei settori e 15 gradinate in pietra. Dedicato a Dionisio, com'è visibile dall'iscrizione su uno dei gradini della cavea, il teatro presenta due corridoi laterali che permettono l'accesso all'orchestra. Il teatro di Morgantina, grazie ai suoi blocchi di pietra squadrata, ha un'acustica ancora oggi apprezzabile tanto che, ogni anno in estate, grazie all'impiego della Provincia regionale di Enna e di Capua Antica Festival, il teatro ospita rappresentazioni classiche del circuito nazionale "Teatri di Pietra".

Sul lato orientale dell'agorà, di fronte al teatro, si trova il granaio pubblico risalente al III secolo a.C..

Una struttura rettangolare costituita da una serie di magazzini in cui si raccoglievano le produzioni agricole. In una delle stremità del granaio si è conservata intatta una piccola fornace, utilizzata per la fabbricazione di vasi in ceramica.

La grande fornace, invece, si trova all'angolo Sud-Est dell'agorà ed è un grande cunicolo, suddiviso da arcate, utilizzato per la produzione di mattoni e terracotte per l'edilizia.

Sulla collina orientale si possono ammirare i resti di un prytaneion, luogo deputato alla conservazione del fuoco sacro, accessibile solo al magistrato supremo della città. Alle spalle del Prytaneion, in cima alla collina, si apre un quartiere residenziale. Qui si possono visitare e a ammirare la casa del Capitello Dorico, famosa per un'iscrizione di benvenuto realizzata sul pavimento di cocciopesto; la Casa di Ganimede, così chiamata per il mosaico (risalente al III secolo a.C.) rinvenuto al suo interno e raffigurante il ratto di Ganimede; la Casa dei capitelli Tuscanici, suddivisa su più livelli ed ornata con decorazioni musive e parietali; e la casa del Magistrato.

Quest'ultima è divisa in due settori ed è composta da 24 stanze e vi si accede da un ampio ingresso. Rilevante è il cortile porticato con pavimento decorato e la sala quadrata che veniva utilizzata per i banchetti.

In epoca romana la casa fu occupata e suddivisa da un vasaio, le cui fornaci sono ancora visibili.

In questo quartiere residenziale sono visibili altre quattro abitazioni tra cui la Casa del Pappalardo, con prestigio a dodici colonne e pavimenti in mosaico, e la Casa delle Quarantaquattro Monete d'Oro dove è stato rinvenuto un importante deposito monetario, con pezzi datati dal 359 al 278 a.C..

Morgantina: tra miti e storia

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